Convegno “La storia dei manicomi e della psichiatria in Italia nella prima metà del Novecento”

La giornata di studi “La storia dei manicomi e della psichiatria in Italia nella prima metà del Novecento” è stata introdotta questa mattina, venerdì 12 giugno 2026, dalla Presidente FMT Isabela Tobino e dal videomessaggio di saluto dell’Assessora alla cultura della Regione Toscana Cristina Manetti che ha auspicato una sinergia tra la Regione e il Ministero della Cultura per il recupero di Maggiano.

Ad aprire il convegno è stata la Prof.ssa Valeria Babini, che nel corso della sua lectio magistralis, ha offerto un’approfondita e brillante ricostruzione della storia dei manicomi nella prima metà del Novecento.

Le sessioni mattutine — Rappresentazioni letterarie e culturali della follia (presieduta da Marina Riccucci) e Analisi delle fonti archivistiche e delle cartelle cliniche (presieduta da Elisabetta Angrisano) — hanno visto la partecipazione di giovani dottorandi e ricercatori impegnati nell’esplorazione delle complesse interazioni tra istituzioni, società e soggettività che hanno caratterizzato l’esperienza dell’internamento.

Nel pomeriggio, il terzo panel, presieduto dal Dott. Giorgio Pini, ha visto gli interventi delle Architette Giulia Mondolfi e Elena Etenzi che attraverso le loro tesi hanno affrontato l’identità storica e le prospettive del complesso dell’ex O.P. di Maggiano.

Al termine dei lavori, la tavola rotonda «Memoria, riuso e futuro di Maggiano: prospettive a confronto», moderata dalla Presidente Isabella Tobino, con l’intervento della Dott.ssa Silvia Bruno del patrimonio dell’Azienda Usl Toscana Nord Ovest e dell’Ing. Francesca Marsala, ha messo in dialogo prospettive istituzionali, scientifiche e progettuali sul tema della valorizzazione, della memoria e del riuso dell’ex complesso manicomiale di Maggiano.

La giornata sì è conclusa con la proiezione di VERTIGO, performance di musica e videomapping di Imaginarium che ha debuttato lo scorso maggio nell’ex Ospedale Psichiatrico di Maggiano, sede della Fondazione Mario Tobino.

Lo spettacolo, firmato da Francesca Pasquinucci e Davide Giannoni utilizza il pensiero di Mario Tobino come tramite concettuale per affrontare una riflessione contemporanea sulla salute mentale e sulle pratiche di cura, ascolto e relazione. Al centro della performance c’è quindi la fragilità, lo smarrimento che chiunque può sperimentare nella vita e che richiede cura, non come atto clinico, ma come attenzione, tempo, presenza e rispetto.

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