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Autismo: Una questione aperta – I nuovi orizzonti neuroscientifici

Nell’ambito del convegno nazionale “Psichiatria riabilitativa: una rete per il futuro” la Fondazione Mario Tobino in collaborazione con l’Università di Pisa e con il patrocinio della Società Medico Chirurgica Lucchese e di altri Enti e associazioni, organizza venerdì 5 aprile 2019, ore 9.00, presso il Real Collegio di Lucca, il seminario “Autismo: Una questione aperta – I nuovi orizzonti neuroscientifici”.  

“Psichiatria riabilitativa: una rete per il futuro” organizzato da Uneba (Unione Nazionale Istituzioni e Iniziative di Assistenza Sociale), La Scuola Superiore di Scienze dell’Educazione Don Bosco, la Scuola di Psicoterapia Integrata Sanicare, con i patrocini di ASILS – Alta Scuola Italiana per la Lotta allo Stigma SIPC – Società italiana di Psichiatria di Consultazione SIMP – Società Italiana di Medicina Psicosomatica

Iscrizione gratuita e accredito ECM (n 3 crediti) riservata alle prime 100 richieste per le figure di: Psicologo, Infermiere, Tecnico della riabilitazione psichiatrica, Educatore Professionale, Medico Chirurgo specializzato in: Psichiatria, Neuropsichiatria infantile, Medicina Generale.  Le iscrizioni possono essere effettuate online su www.lopezcongressi.it entro il 2 aprile.  Il Presidente del seminario è la Prof.ssa Liliana Dell’Osso.

Il seminario si propone di fare il punto sulle più recenti teorie sul tema del disturbo dello spettro autistico e dello spettro autistico sottosoglia nell’adulto. Se da una parte nel DSM-5 la concettualizzazione dell’autismo è stata modificata secondo un approccio dimensionale, che identifica sotto uno stesso nome un continuum di condizioni di diversa gravità, un numero crescente di studi sta indicando la crucialità anche dei tratti autistici sottosoglia come elemento di vulnerabilità individuale verso lo sviluppo di patologie psichiche differenti, inclusa l’ideazione e i comportamenti suicidari. In questo contesto, un substrato di neuroatipia cerebrale, il cui fenotipo può variare a seconda della gravità dell’alterazione genetica e dell’interazione con i fattori ambientali, potrebbe essere ipotizzabile alla base di molti disturbi psichici. Nel corso del seminario si prenderanno in esame gli elementi di vulnerabilità, ma anche di resilienza, connessi allo spettro autistico, e le relazioni dei tratti autistici con gli altri disturbi di interesse psichiatrico, con l’obiettivo di restituire, in accordo con i più recenti studi scientifici, una prospettiva transnosografica e dimensionale del fenomeno della neuroatipia.

Il Convegno è promosso a favore delle persone con disturbi mentali, per stimolare gli enti, le istituzioni, le associazioni interessate a cooperare maggiormente per costruire insieme reti d’interventi sempre più orientati alla prevenzione, all’inclusione educativa e ad una più appropriata riabilitazione, sin dalla prima infanzia. La riabilitazione resta l’intervento cardine dell’agire in psichiatria. Tale funzione centrale per essere efficace necessita di una rete di competenze e di contatti tra Agenzie che concorrono nel dare felice destino agli esiti, e l’incontro vuole stimolare enti e imprese sociali a riprogettare e riprogrammare reti d’iniziative culturali, scientifiche, professionali e formative che, dopo quarant’anni, contribuiscano ad animare e tenere vivo lo spirito sociale della legge 180, e contribuire a rendere effettivi i principi e i propositi che l’hanno promossa.

La Fondazione Mario Tobino” – dice la Presidente Isabella Tobino – “si inserisce all’interno di questo importante convegno tenendo fede a quella che forse è la più impegnativa delle sue finalità statutarie, quella di misurarsi con i complessi problemi di oggi contribuendo a delineare le strategie dell’intervento di domani. Ed ecco il suo legame con l’ateneo di Pisa e la Professoressa Liliana Dell’Osso e la volontà di costituire una rete, inserendosi, con un seminario formativo ECM, in un confronto scientifico e culturale non solo tra gli “addetti ai lavori”, ma con l’intera società, contribuendo al raccordo anche con   i mondi della ricerca scientifica, dei servizi professionali territoriali e di altre importanti componenti della società civile e produttiva.  Gli interventi programmati nel convegno e i seminari sono pertanto predisposti per approfondire l’appropriatezza degli attuali modelli d’intervento istituzionali e per far discutere e valutare le nuove e fattibili iniziative di cooperazione tra enti e territori.

LO SPETTRO AUTISTICO

Il disturbo dello spettro autistico ha caratteristiche cliniche peculiari, che significativamente interagiscono con lo sviluppo neuropsichico.

La comunicazione verbale e non verbale appaiono alterate, così come il rispecchiamento, la comprensione e la condivisione emotivo-affettiva, mentre il raggio degli interessi si fa ristretto e stereotipato.

Il comportamento e le prestazioni del soggetto possono essere quindi fortemente compromessi, anche se nei casi più lievi, in cui non c’è compromissione intellettiva, la ripetitività e l’ostinazione si possono trasformare (in particolari ambiti dove il pensiero divergente può elicitare creatività e innovazione), in una spinta verso lo sviluppo di capacità non comuni.

Le esigenze diagnostiche prevedono che la sintomatologia sia presente già nelle fasi precoci dello sviluppo e di fatto l’autismo viene comunemente associato all’età infantile, anche se naturalmente è una condizione che si protrae per tutta la vita del soggetto.

Il disturbo dello spettro dell’autismo presenta, anche nelle sue manifestazioni conclamate, un range di variabilità piuttosto ampio nella sua gravità e nelle sue caratteristiche.

Talora però possono presentarsi manifestazioni di intensità non elevata sin dall’infanzia, ed è in questo periodo che i casi meno gravi possono venire interpretati come infantilismi o caratteristiche personologiche.

Nell’adulto alcune sintomatologie lievi possono poi venire compensate da strategie di adattamento sociale che l’individuo ha potuto apprendere e utilizzare durante lo sviluppo, causando quindi una diagnosi solo tardiva per la sovrapposizione di disturbi di interesse psichiatrico che si sviluppano a causa di una maggiore vulnerabilità del soggetto. Gli accadimenti traumatici ambientali, anche se non di estrema gravità ma ripetuti nel tempo, trovano nello spettro autistico terreno fertile per il loro manifestarsi e talora coprono la sottostante sintomatologia autistica.

Recentemente la Scuola di Pisa, sulla base di precedenti studi scientifici, ha proposto un modello di spettro dell’autismo nell’adulto; secondo questo modello manifestazioni cliniche come l’ansia prestazionale nelle relazioni sociali, la ripetitività ideativa ricorrente e intensa (ruminatività), gli interessi pervasivi, la difficoltà di provare interesse e piacere e la scarsa o nulla immedesimazione empatica potrebbero rappresentare una sorta di substrato  comune a molti disturbi  psichiatrici.

Note a margine di Enrico Marchi

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