Fiction RAI “Le libere donne”

Fiction RAI “Le libere donne”

Da martedì 10 marzo 2026, in prima serata su Rai 1, debutta la fiction “Le libere donne”, serie evento in sei episodi distribuiti in tre prime serate, coprodotta da Rai Fiction ed Endemol Shine Italy e diretta da Michele Soavi.

La fiction è liberamente tratta dal celebre romanzo “Le libere donne di Magliano dello psichiatra e scrittore viareggino Mario Tobino, pubblicato nel 1953. Il libro, costruito come un diario a partire dalle cartelle cliniche e dall’esperienza diretta dell’autore nella divisione femminile del manicomio di Maggiano, dove Tobino lavorò per quarant’anni, rappresenta una delle testimonianze più intense della storia della psichiatria italiana.

Le riprese si sono svolte tra Lucca, altre zone della Toscana e Roma. In particolare, in città sono stati realizzati alcuni esterni di grande fascino e impatto emotivo, mentre gli interni del manicomio sono stati ricostruiti con grande cura scenografica: camerate, vasche dell’idroterapia, ambulatori e corridoi di marmo freddo restituiscono l’atmosfera opprimente e al tempo stesso profondamente umana di un’istituzione totale negli anni Quaranta. L’attore ha raccontato di essere rimasto colpito dalla modernità del pensiero di Tobino, medico che già negli anni Quaranta cercava di eliminare la vergogna e lo stigma della malattia mentale, molto prima della legge Basaglia del 1978 che chiuse i manicomi italiani. Le riprese si sono concluse a dicembre 2024 tra Lucca e la provincia di Siena, e la serie rappresenta un’opera di grande forza civile che parla di dignità e del diritto di essere sé stesse.

L’attore protagonista è Lino Guanciale, nel ruolo di Mario Tobino: psichiatra dalla profonda umanità nei confronti dei malati che lavora nella divisione femminile dell’Ospedale Psichiatrico di Maggiano (Lu). Per prepararsi al ruolo, l’attore ha incontrato negli storici luoghi manicomiali Isabella Tobino, nipote dello psichiatra e Presidente della Fondazione a lui dedicata con sede proprio nell’ex O.P. lucchese. Durante la visita Guanciale ha visitato anche le famose Stanzette di Mario Tobino. Tra glia ltri attori proptagonisti anche Paolo Giovannucci ha visitato, accompagnato dalla Presidente Isabella Tobino, i luoghi di Mario Tobino.

La svolta narrativa arriva con l’internamento contro la sua volontà di Margherita Lenzi, giovane ereditiera che il marito vuole far passare per pericolosa, interpretata da Grace Kicaj. Nel cast anche Fabrizio Biggio, in un inedito ruolo drammatico, nei panni del dottor Anselmi, e Gaia Messerklinger nel ruolo di Paola Levi. Sceneggiatura di Peter Exacoustos.

La serie non è solo un racconto storico. Quando il romanzo di Tobino uscì nel 1953, mancavano ancora venticinque anni alla legge Basaglia che avrebbe chiuso i manicomi in Italia. Una riflessione sul passato che parla con forza anche al presente, toccando temi di grande attualità come la dignità della persona, il rispetto e i diritti.

Il Comune di Lucca, in particolare attraverso l’ufficio Turismo – Sportello Cinema, ha coordinato e supportato la logistica e l’organizzazione delle riprese sul territorio, confermando l’impegno dell’amministrazione nel promuovere la città come set cinematografico e televisivo di eccellenza.

«A poche settimane dal grande successo de “L’Altro Ispettore” – dichiara l’assessore al turismo Remo Santini – Lucca torna protagonista su Rai 1 con una produzione di altissimo livello culturale e artistico. “Le libere donne” non è solo una fiction, ma un’opera che racconta una pagina importante della nostra storia e valorizza una figura centrale come Mario Tobino, profondamente legata al nostro territorio. Come amministrazione abbiamo creduto fin da subito nel progetto, supportando la produzione sotto il profilo organizzativo e logistico. Sappiamo ormai bene come la promozione della città attraverso il cinema e la televisione rappresenti una leva strategica per il turismo e per l’identità culturale di Lucca».

Fondamentale per la realizzazione della fiction il supporto della Fondazione Mario Tobino, punto di riferimento culturale e scientifico per la valorizzazione dell’opera e del pensiero dello scrittore, che ha affiancato la produzione nel percorso di ricostruzione storica e narrativa.

«La trasposizione cinematografica de “Le libere donne di Magliano” ha una storia molto lunga – racconta Isabella Tobino, presidente della Fondazione Mario Tobino – Dopo poco dalla sua uscita nel 1953, Federico Fellini rimane affascinato da questo testo innovativo e fa visita a Tobino a Maggiano, trascorrendo con lui alcuni giorni e accompagnandolo nella quotidiana visita al reparto. Molti anni dopo il regista e scenografo Peter Exacoustos contattò Mondadori con la scenografia pronta per chiedere la concessione dei diritti per la sua trasposizione scenica, ma ancora tutto si arenò finché con la produzione Endemol Shine tutto ha preso forma. Da lì tutto ha iniziato a correre: visite a Maggiano, consultazioni con i sei nipoti eredi di Tobino, il nome del regista Michele Soavi e l’interprete principale, Lino Guanciale. Tanto la produzione che la regia sono sempre stati molto rispettosi dello spirito con cui è stato scritto il libro e sono sicura che lo sceneggiato contribuirà a sensibilizzare gli spettatori sull’importanza della salute mentale e sul rispetto della dignità dell’universo femminile».

In attesa del debutto televisivo, lunedì 9 marzo 2026 alle ore 21 si terrà a Lucca presso l’Auditorium del Palazzo delle Esposizioni, in piazza San Martino 7, una serata dedicata a Mario Tobino.

Nel corso della serata sono previsti i video messaggi di saluto di Lino Guanciale e del regista Michele Soavi. Saranno presenti, tra gli altri, l’Assessore al turismo Remo Santini, Isabella Tobino (Presidente della Fondazione Mario Tobino), l’attrice Grace Kicaj, l’attore Paolo Giovannucci e lo sceneggiatore Peter Exacoustos. Conduce Marco Vanelli.

L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria online fino a esaurimento posti sul sito della Fondazione Mario Tobino.

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